■ Dalle dure immagini della Guerra in Vietnam al ritratto di Marylin Monroe immortalata da Alfred Eisenstaedt. Dal famoso bacio a Times Square nel VJ Day, giorno della resa del Giappone, alle manifestazioni femministe. Non solo fotografie, ma spaccati del XX secolo tratti dalle pagine di una rivista che ha rivoluzionato il modo di “fare notizia” e spalancato le porte dell’attualità prima dell’avvento della televisione. In mostra fino al 4 agosto nel nuovo spazio AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica, la retrospettiva “Life. I grandi fotografi”, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e dalla Fondazione FORMA per la fotografia: 150 fotografie firmate da professionisti come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Eugene Smith, per raccontare la storia del Novecento secondo il motto di Life “Vedere la vita, vedere il mondo”.
Il settimanale Life fu fondato dal giornalista americano Henry Luce, già creatore della rivista Time, nel 1936, e divenne rapidamente un pilastro del fotogiornalismo, arrivando a vendere 13,5 milioni di copie alla settimana e rendendo il cittadino testimone oculare di avvenimenti che al tempo venivano raccontati solo da radio e carta stampata. Per oltre 40 anni i fotografi di Life raccontarono la Grande Depressione, la guerra, i cambiamenti, la vita quotidiana dei politici, attori e personaggi che avrebbero fatto la storia, prima dell’inevitabile declino dovuto alla diffusione delle immagini attraverso la televisione.
Una retrospettiva dall’irresistibile sapore vintage che, oggi come allora, influenza l’immaginario e porta lo spettatore indietro nel tempo. Emozionante come le immagini dello sbarco sulla Luna fotografate da Neil Armstrong e pubblicate sul numero ‘To the Moon and back’, come il sorriso complice di una giovanissima Grace Kelly ritratta da Philippe Halsman o come le labbra di Louis Armstrong catturate da John Loengard. E spesso dura come i detenuti del campo di Buchenvald fotografati da Margaret Bourke-White, prima donna reporter di guerra e autrice anche della prima copertina di Life, o come il famoso ‘Miliziano colpito a morte’ di Robert Capa. Capolavori di realtà, prima di Photoshop e delle immagini digitali.
di Costanza Ignazzi