STORIA

Le sorelle Brown

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■ Dal 1975 il fotografo Nicholas Nixon (Detroit, 1947) ha fotografato ogni anno sua moglie Bebe con le sue tre sorelle nella stessa posizione. Il risultato? Una serie di più di trenta ritratti in cui possiamo vedere l’evoluzione della moda femminile, il passare degli anni nei visi delle quattro sorelle, ma soprattutto la loro complicità, che riempe ogni scatto di intimità.

WEBSITE: Nicholas Nixon

17/06/2013

 

 

DA COSA NASCE COSA

Fatto 30, fare 31

di Martha ter Horst

Members of the Catholic clergy put on rain ponchos during a Holy Eucharist celebration conducted by Pope Benedict XVI at the Olympic Stadium in Berlin

■ L’espressione “fatto 30, fare 31” si usa per dire che se si è arrivati fino a un certo punto, tanto vale spingersi un po’ più oltre e completare l’opera. La cara enciclopedia Treccani ci dice che “è una frase attribuita a papa Leone X (al secolo Giovanni De’Medici).

Nel 1517, dopo aver indetto un concistoro per la nomina di trenta cardinali, si rese conto di aver lasciato fuori dal conto un religioso del quale aveva la massima stima. E così le ordinazioni cardinalizie aumentarono di un’unità”. Questo per dire che i papi hanno sempre fatto un po’ come pareva a loro, e smettete di prendervela con le dimissioni del povero Ratzinger.

In realtà, approfondendo l’argomento, viene fuori che Leone X probabilmente non aveva stima di nessun religioso in particolare dei 31 che diventarono Cardinali quel giorno ma aveva bisogno di ristrutturare il Sacro Collegio in seguito a un complotto. Per farlo, decise di nominare, come piace a noi italiani, soprattutto congiunti, amici e parenti della famiglia Medici. Così si garantì il sostegno sia politico che finanziario, tralasciando però l’aspetto religioso minato poi ulteriormente da quel simpaticone tedesco che solo tre mesi dopo affisse le sue 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg.

Leone 0 – Martin Lutero 1.

di Martha ter Horst

Foto: Membri del clero cattolico indossano impermeabili durante la Celebrazione dell’Eucarestia presso lo Stadio Olimpico di Berlino, 22 settembre 2011.  REUTERS/Morris Mac Matzen

11/06/2013

 

 

VISSI D'ARTE

Capolavori di realtà

di Costanza Ignazzi

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Dalle dure immagini della Guerra in Vietnam al ritratto di Marylin Monroe immortalata da Alfred Eisenstaedt. Dal famoso bacio a Times Square nel VJ Day, giorno della resa del Giappone, alle manifestazioni femministe. Non solo fotografie, ma spaccati del XX secolo tratti dalle pagine di una rivista che ha rivoluzionato il modo di “fare notizia” e spalancato le porte dell’attualità prima dell’avvento della televisione. In mostra fino al 4 agosto nel nuovo spazio AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica, la retrospettiva “Life. I grandi fotografi”, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e dalla Fondazione FORMA per la fotografia: 150 fotografie firmate da professionisti come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Eugene Smith, per raccontare la storia del Novecento secondo il motto di Life “Vedere la vita, vedere il mondo”.

Il settimanale Life fu fondato dal giornalista americano Henry Luce, già creatore della rivista Time, nel 1936, e divenne rapidamente un pilastro del fotogiornalismo, arrivando a vendere 13,5 milioni di copie alla settimana e rendendo il cittadino testimone oculare di avvenimenti che al tempo venivano raccontati solo da radio e carta stampata. Per oltre 40 anni i fotografi di Life raccontarono la Grande Depressione, la guerra, i cambiamenti, la vita quotidiana dei politici, attori e personaggi che avrebbero fatto la storia, prima dell’inevitabile declino dovuto alla diffusione delle immagini attraverso la televisione.

Una retrospettiva dall’irresistibile sapore vintage che, oggi come allora, influenza l’immaginario e porta lo spettatore indietro nel tempo. Emozionante come le immagini dello sbarco sulla Luna fotografate da Neil Armstrong e pubblicate sul numero ‘To the Moon and back’, come il sorriso complice di una giovanissima Grace Kelly ritratta da Philippe Halsman o come le labbra di Louis Armstrong catturate da John Loengard. E spesso dura come i detenuti del campo di Buchenvald fotografati da Margaret Bourke-White, prima donna reporter di guerra e autrice anche della prima copertina di Life, o come il famoso ‘Miliziano colpito a morte’ di Robert Capa. Capolavori di realtà, prima di Photoshop e delle immagini digitali.

di Costanza Ignazzi

30/05/2013

 

 

HOBBY E SPORT

Pigneto città aperta

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■ Nei giorni 24-25-26 Maggio si è svolta la 3° edizione di Pigneto Città Aperta. Un festival socioculturale poliedrico ricco di attività organizzato da Trauma Studio, ideato e sviluppato da chi e per chi il quartiere lo vive e lo abita. Quest’anno l’evento D.I.Y. (Do It Yourself = Fai Da Te) si è ampliato incrementando il numero di artisti, contenuti e spazi messi a disposizione dei più piccoli e dei più grandi.

Foto reportage di Carlo Taccari (WEBSITE)

27/05/2013

 

 

FAMO 31

FAMO Merenda a Km0

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Il 4 e 5 maggio FAMO ha organizzato una merenda da gourmet firmata dal suo food editor, Andrea Gruppuso. Un po’ di show cooking creativo e tanto finger food a prova di concept: solo ricette progettate e costruite sulla base di ingredienti rigorosamente a Km0, per ricordarci che anche la cucina ha la sua base di architettura. Ecco le foto dell’evento.

Km0 architetti: website 

foto di Matteo Casilli

14/05/2013